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Il Medioevo in Italia più che altrove ha lasciato dei segni indelebili, ancora oggi facilmente rintracciabili all’interno di qualsiasi cittadina. Fascino e mistero che a tutt’oggi possiamo assaporare, regalato soprattutto da quelle strutture che durante i secoli di cruente lotte si andarono a consolidare nei territori italiani. Il primo posto spetta certamente ai castelli che normalmente abitavano la campagna ed erano centro di un feudo più o meno ampio, le cerchie  murarie cittadine che ebbero come scopo quello di custodire indenne le città dagli assedi esterni e le torri e case forti urbane che venivano costruite principalmente dai mercanti  o dai nobili  e rappresentavano strutture di notevole rilevanza durante le lotte civiche senza dimenticare che davano certamente informazioni sul rango di appartenenza dei costruttori.

Il castello era normalmente caratterizzato da un grande mastio centrale, protetto da diverse cinte murarie normalmente  fortificate con altezza crescente man mano che ci si avvicinava al cuore del castello. Ogni ingresso era soggetto a stretti controlli e difeso grazie ad un ingegnoso sistema di ponti levatoi e cortili d’arme.

Assolutamente caratteristici furono gli scacchieri fortificati, catene di castelli  che si ponevano a controllo di un determinato territorio. La creazione  ebbe particolare successo all’interno dei comuni e delle signorie della penisola più importanti.

Oggi restano pochi esempi di mura cittadine, normalmente abbattute o reimpiegate per la costruzione di nuove strutture. Durante il periodo medievale in Italia furono particolarmente importanti visto che le città avevano un ruolo di primaria importanza che sarebbe rimasto sconosciuto alle altre regioni europee per diversi decenni ancora.

Se invece si desidera ammirare la bellezza delle torri fortificate cittadine Bologna è la città ideale. Si può ancora rimanere stupiti dall’imponente torre degli Asinelli, costruzione urbana che doveva non solo difender la città ma anche raccontare del potere del suo costruttore.

Insomma un insieme di strutture davvero affascinanti che a tutt’oggi regalano un pizzico di fascino e di mistero in più alle già meravigliose città d’arte italiane. 

 

 

L’Italia particolarmente ricca di strutture grandiose, quali le cattedrali, i castelli, le cittadine fortificate medievali, non può passare inosservata nemmeno per quelle strutture dette minori che hanno caratterizzato nei secoli il territorio. In base alla vocazione pastorale, contadina o militare di una determinata zona, si vennero a sviluppare delle strutture tali da soddisfare i bisogni locali. Oggi abbiamo il privilegio di poter ammirare ancora molte di queste architetture che hanno resistito al trascorrere dei secoli.

Se il sud è caratterizzato dalla presenza di trulli, masserie e fattorie, ben altre architetture trovano eccellente espressione nel nord Italia.

Particolarmente conosciuta è la casa Walser, struttura caratteristica della Valle d’Aosta preleva direttamente il suo nome dalla popolazione che sul territorio la impiantò. Ci riferiamo per l’appunto ai Walser di lingua tedesca che nel medioevo si spostarono dalle loro terre d’origine e abitarono la zona più settentrionale d’Italia, la Valle d’Aosta, la Valsesia e la Val d’Ossola. Si tratta di una costruzione fatta di legno e pietra, possente e forte che ben si associava alle necessità indotte dal vivere in montagna.

Caratteristica della Riviera Levante in Liguria è la casa Dipinta che si sviluppa durante il XVI XVIII secolo. A Camogli, Lavagna e Sestri Levante ancora oggi è possibile ammirare delle meravigliose case costruite secondo questo stile caratteristico, ben presenti comunque anche nella zona interna ligure.  Si tratta di case multipiano, molto alte e colorate nella facciata grazie a tinteggi particolarmente esuberanti e vivaci, che danno a tutt’oggi un tocco di allegria a tutto il dintorno.

In chiusura non possiamo dimenticare assolutamente la Cascina una tipica struttura rurale che nasce e caratterizza la valle del Po. Si trattava un tempo di una complessa e particolarmente efficiente macchina agricola, un centro produttivo davvero resistente che garantì lo sviluppo  delle regioni settentrionali.  All’interno della casina si trovavano l’abitazione dominicale, le stanze dei salariati agricoli, le stalle, le porcilaie e le strutture all’interno delle quali avveniva la lavorazione dei prodotti caseari. Da questi ultimi probabilmente deriva anche il nome.

 

L’Italia anche a livello di espressività architettonica si è dimostrata capace di raccontare una certa varietà il più delle volte imposta dalle differenze sostanziali di clima e territorio. Maestri architetti italiani e non hanno concentrato all’interno delle cittadine e nelle zone periferiche eccellenti strutture pubbliche  imponenti e maestose che trovarono maggiore impiego durante il medioevo e ancora oggi sono monito della grandezza di un tempo. Ma certo non va dimenticata quella architettura che normalmente è detta minore ma che caratterizza le regioni italiane rendendole davvero uniche.

Il Trullo ad esempio, costruzione tipicamente pugliese è ben nota in tutto il territorio italiano e caratterizza con precisione la regione. In origine nata come abitazione di tipo contandino, il trullo si sviluppa in età barocca nella valle d’Itria e sfrutta le qualità della tenera pietra locale  facilmente sovrapponibile a secco. Caratteristica l’aggregazione di diversi trulli insieme che dava luogo a dei complessi più simili a labirinti davvero incantevoli e soprattutto originali. Particolarità gradevole da osservare certamente è quella dei segni dipinti  e dei pinnacoli che spesso riportavano simboli dagli antichi e importanti significati.  

Altra costruzione tipicamente meridionale e caratterizzante tre regioni limitrofe è la Masseria. In passato si trattava di grandi fattorie ben note in Puglia, in Calabria e in Sicilia. Il nome delle costruzioni certo discende dal massaro, una sorta di fattore che gestiva la struttura tutta. Ancora oggi abbiamo esempio di meravigliose masserie fortificate che dovevano respingere i violentissimi attacchi  da parte dei saraceni e dei banditi locali.

Particolare e facilmente riconoscibile è anche la Fattoria Toscana. Si tratta chiaramente di una costruzione tipica dell’Italia Centrale molto compatta nella sua struttura che oltre a dare alloggio a una o più famiglie disponeva della stalla, del fienile e abbracciava il podere. Era gestita normalmente dal ben noto fattore, spesso il proprietario dell’intera struttura. 

 


L’appuntamento con il gusto in Italia non si esaurisce esclusivamente con il Pane e con i Salumi e lo sa bene chi ha assaggiato almeno una volta l’ottimo formaggio prodotto nella penisola, magari accompagnato da un corposo bicchiere di vino locale.

Questi prodotti particolarmente apprezzati in Italia non possono che ammaliare il palato di tutto il mondo, e ad oggi le esportazioni raggiungono cifre da far girare la testa.

Per immaginare la varietà che caratterizza il settore dei formaggi, basti pensare che ad oggi se ne  sono contati più di 400 tradizionali, ma ad accrescere il numero ci pensa l’industria che ogni giorno inventa nuove combinazioni di gusto. La produzione di formaggi è tecnica davvero antica, se si pensa che già durante il dominio romano c’era chi fissava le regole per la produzione del famosissimo pecorino. I formaggi vaccini sono invece una conquista tutta medievale, quando con la rivoluzione agricola e l’abbondanza di pascoli si potè dare nascita al Grana padano, Parmigiano reggiano, Fontina e Gorgonzola. Fra i più recenti invece si ricordano i formaggi di latte di bufala e i formaggi lavorati alla stessa maniera.

Il formaggio immancabilmente richiama il vino, e l’Italia ancora una volta si dimostra un eccellente produttore, il maggiore a livello mondiale vuoi per quantità che per qualità. Gli si affiancano esclusivamente la Francia e la Spagna. Le DOC ad oggi sono davvero numerose, ma in ogni caso fra i vitigni più famosi sono da ricordare il Nebbilo, il Barbera, il Moscato ed il Cortese, il Pinot nero e bianco, la Vernaccia, il Vermentino, l’Aglianico e Schiava.

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