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L’Italia anche a livello di espressività architettonica si è dimostrata capace di raccontare una certa varietà il più delle volte imposta dalle differenze sostanziali di clima e territorio. Maestri architetti italiani e non hanno concentrato all’interno delle cittadine e nelle zone periferiche eccellenti strutture pubbliche  imponenti e maestose che trovarono maggiore impiego durante il medioevo e ancora oggi sono monito della grandezza di un tempo. Ma certo non va dimenticata quella architettura che normalmente è detta minore ma che caratterizza le regioni italiane rendendole davvero uniche.

Il Trullo ad esempio, costruzione tipicamente pugliese è ben nota in tutto il territorio italiano e caratterizza con precisione la regione. In origine nata come abitazione di tipo contandino, il trullo si sviluppa in età barocca nella valle d’Itria e sfrutta le qualità della tenera pietra locale  facilmente sovrapponibile a secco. Caratteristica l’aggregazione di diversi trulli insieme che dava luogo a dei complessi più simili a labirinti davvero incantevoli e soprattutto originali. Particolarità gradevole da osservare certamente è quella dei segni dipinti  e dei pinnacoli che spesso riportavano simboli dagli antichi e importanti significati.  

Altra costruzione tipicamente meridionale e caratterizzante tre regioni limitrofe è la Masseria. In passato si trattava di grandi fattorie ben note in Puglia, in Calabria e in Sicilia. Il nome delle costruzioni certo discende dal massaro, una sorta di fattore che gestiva la struttura tutta. Ancora oggi abbiamo esempio di meravigliose masserie fortificate che dovevano respingere i violentissimi attacchi  da parte dei saraceni e dei banditi locali.

Particolare e facilmente riconoscibile è anche la Fattoria Toscana. Si tratta chiaramente di una costruzione tipica dell’Italia Centrale molto compatta nella sua struttura che oltre a dare alloggio a una o più famiglie disponeva della stalla, del fienile e abbracciava il podere. Era gestita normalmente dal ben noto fattore, spesso il proprietario dell’intera struttura. 

 

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Cuore d’Italia, terra che sorprende tanto più la si conosce, la Toscana propone all’esploratore anfratti e terre di meravigliosa bellezza, insolite e per questo attraenti, perse in quegli scenari rilassanti, silenziosi e armoniosi che ci fanno innamorare di una terra tanto bella. Borgo originale e tutto da scoprire è anche Bagno Vignoni, antico quanto il suo castello, del quale si parla già nell’ XI secolo, così come si parlava delle prodigiose acque termali che gli etruschi e romani pare apprezzassero notevolmente. Allora come oggi le acque salutavano la superficie a una temperatura di  52° circa , e venivano ritenute un tocca sano per la cura di numerose malattie. E’ nel medioevo che Bagno Vignoni acquista il suo assetto urbanistico  definitivo, e seppure ripetutamente influenzata e battuta da guerre, ancora oggi offre al turista un borgo di sublime bellezza e insolita struttura. Il cuore del paese infatti si affaccia non su d’una piazza come potremmo immaginare, ma intorno ad una  vasca  le cui acque affluiscono lentamente dal fiume locale,  l’Orcia.

 

Sono ancora visibili e soprattutto visitabili poco distanti dal cuore del borgo i meravigliosi mulini che si integrano e confondono con i bei campi. Relax e pace, tradizione ed eccezionale gastronomia che già Lorenzo il Magnifico o Santa Caterina da Siena scoprirono e amarono. La tradizione vuole che quest’ultima fosse stata portata dalla madre in Bagno Vignoni per dissuaderla da prendere i voti, senza alcun risultato evidentemente. Bagno Vignoni offre la possibilità di visitare un piccolo e grazioso centro la cui architettura romanica ancora sorprende, con la sua eccezionale porta d’accesso, ancora perfettamente conservata, la torre, e la chiesa di San Biagio. E’ d’obbligo una visita al  Loggiato d S. Caterina che si affaccia sulla grande vasca termale, come la piccola chiesa di S. Giovanni Battista.

 

Resterete stupiti dal già citato Parco dei Mulini, dove si avrà modo di conoscere e di ripercorrere le tradizioni agricole della zona. Imperdibile il castello di Vignoni, che imperioso osserva l’abitato.  Non mancherà inoltre la possibilità di visitare città artistiche di primario rilievo come Firenze, Arezzo, Siena e tante altre. Occasioni da non perdere il Capodanno Fiorentino che si festeggia sul finire di Marzo, la giostra dell’orso o la lumimara di San Ranieri. Numerose le possibilità di soggiorno e pernotto presso agriturismi e bed and breakfast persi fra le meravigliose colline toscane. 

Piccolo gioiello della Toscana, anche solo l’etimologia del suo nome è capace di destare curiosità. Se secondo alcuni Pisa sarebbe il nome dato alla città da un gruppo di greci fuggiti dalla loro patria natale dopo la guerra di Troia, a ricordare il nome della propria città d’origine, Pisa appunto, secondo altri il termine Pisa sarebbe d’origine etrusco. Questi utilizzavano il termine per indicare una foce. Ultima teoria è che il termine sia di origine ligure, e che vada a sotto intendere il carattere paludoso della zona. Se dell’origine del nome non abbiamo certezza, siamo invece sicuri che sia d’obbligo per il turista, visitare il Campo dei Miracoli, piazza del Duomo di fama internazionale. Spuntano in una distesa erbosa sempre verde (così come volle una scelta ottocentesca) strutture architettoniche meravigliose. Fatto il vostro ingresso a Campo dei Miracoli potrete ammirare il Duomo, che ancora conserva il pulpito di Giovanni Pisano, il Campanile, ossia la famosissima torre pendente, il Battistero con all’esterno pulpito di Nicola Pisano, ed infine il Camposanto, fortemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ed oggetto di riuscito restauro. Campo dei Miracoli è la rappresentazione della potenza marinara che Pisa fu in un passato lontano, in perenne scontro con la repubblica genovese decadrà infine per le sfortunate vicissitudini che la portarono alla sconfitta. (1284) Ricordiamo che la piazza è dal 1987 patrimonio dell’umanità e bene tutelato dall’Unesco.

Claudia Zedda

Immagine di Yuri Baratta&Vera Sala

 

Immersa nel verde delle sue colline e l’aria pura delle montagne che la circondano, la Calabria vi culla dolcemente inebriandovi, dal Pollino all’Aspromonte, con i tipici profumi della macchia mediterranea. L’alta quota si alterna con le meravigliose spiagge che le fanno da cornice, Tropea con i suoi colori vivaci ed un mare smeraldo, Praia a mare e la sua immensa spiaggia, ideale per rilassarsi in famiglia e per chi ama grandi spazi, Diamante, cristallina nel nome come nei suoi litorali per giungere infine al lungomare di Reggio, una fantastica passerella ricca di eventi per tutto l’arco dell’anno, che lascia spazio ad un panorama mozzafiato: la gola di Scilla e Cariddi le due rupi sinonimo di mistero e leggenda.

Sempre a Reggio visitate il Castello Aragonese e i famosissimi Bronzi di Riace, per ristorarvi durante le escursioni godetevi il sapore, vero, della cucina calabrese con i suoi sapori piccanti, la ‘nduja il tipico salame calbrese e la soppressata chiudendo il pasto con la squisita pignolata un dolce che rimanda agli aromi della terra.

Tranquilli, per viaggiare lungo questa regione c’è una sola strada, che vi lascerà il tempo necessario per ammirare appieno le bellezze che questa terra offre.

Immagine di guidosky

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