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Agosto è alle porte, il solleone splende e la voglia di vacanza cresce.
Una settimana di totale relax, di passeggiate in riva al mare, di cene al tramonto e di divertimento. Come rinunciarci dopo un anno di lavoro, di giornate uggiose e di caos metropolitano?
Quello che serve è una fuga in un posto tranquillo, panoramico e rigenerante. Un piccolo angolo di paradiso come la penisola sorrentina, perla italiana amata in tutto il mondo.
Nella piazza di Marina d’Aequa, antico borgo marinaro e frazione di Vico Equense (paese della penisola sorrentina, nel giugno 2009 è stato inaugurato l’hotel le Ancore che propone per i suoi ospiti tariffe speciali per l’estate 2009. Hotel a Vico Equense è situato a due metri dalla spiaggia e gode di uno spettacolare panorama sul golfo di Napoli.
Le otto camere dell’hotel comunicano una sensazione di freschezza perché arredate con mobili bianchi ed evocano atmosfere mediterranee grazie al loro tocco di colore che va dal verde pistacchio al turchese ai toni del viola. Inoltre ogni camera è dotata di servizi privati, televisore LCD, aria condizionata e terrazzino vista mare.
Di fronte all’ingresso dell’hotel c’è la fermate del metrò del mare che in estate ti permette di raggiungere facilmente Sorrento e Napoli e per chi invece è amante della cucina italiana nella Marina d’Aequa c’è l’imbarazzo della scelta tra rinomati ristoranti come la Torre del Saracino o caratteristiche pizzerie come Paolillo.
Per chi decide di soggiornare ameno sette notti l’hotel Le Ancore offre tariffe speciali a partire da 65 euro a persona e nell’offerta sono compresi colazione a buffet e posto garage auto/moto.
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Un vero e proprio museo all’aperto che merita di essere visitato ed annoverato fra le meraviglie del mondo. Esempio di Giardino all’italiana che sorprende ed affascina i visitatori, che ogni anno sono numerosissimi. Se ne contano all’incirca 800.000. Nasce come giardino del palazzo Pitti, che fu da prima palazzo dei Medici poi dei Lorena, ed infine dei Savoia. Sappiamo che Luca Pitti nel 1418 comprò l’appezzamento di terra dalla famiglia Borgolo ( da qui forse il nome) per adibirlo a orto. Sarà con i Medici che il parco conoscerà dei sostanziali abbellimenti e ampliamenti. All’interno dell’immenso Giardino potrete trovare l’Anfiteatro, al centro del quale oggi potremmo ammirare l’obelisco egiziano, mentre in passato si trovava la fontana dell’Oceano, spostata nell’isolotto. Ancora si potrà osservare il Bacino del Nettuno, luogo nel quale convergono le acque che irrigano tutto il Giardino. Al centro del bacino la Fontana di Nettuno. Il giardino del Cavaliere si trova costruito sovra un bastione che faceva parte delle antiche fortificazioni. Fontana centrale , state e meravigliosa vista garantita allo spettatore adornano questo angolo di paradiso. Avrete la possibilità di ammirare il Casino del Cavaliere, palazzina che oggi ospita la mostra-museo permanente di Porcellane. Seguirà poi La Kaffeehaus, un meraviglioso padiglione in stile roccocò, e non troppo distante la Fontana del Bacchino. Rappresenta la figura dell’obeso nano Morgante, popolare alla corte di Cosimo I, a cavalcioni di una tartaruga. Ancora la sorprendente e insolita Grotta del Buontalenti, una serie di viali che si intersecano fra loro, adornati da eccellenti statue, il Prato delle Colonne e la Zona Annalena, che prese il nome dall’antico convento che li anticamente sorgeva. Una delle meraviglie della bella Firenze, da visitare.
Claudia Zedda
Immagine di Gaspa
Seconda città della Basilicata, Matera è un comune che conta all’incirca 60.302 abitanti. E’ conosciuta in tutto il mondo per gli storici rioni Sassi. E’ da sottolineare che nel 1993 vennero riconosciuti Patrimonio dell’umanità e tutelati dall’Unesco. Il fascino di questi antichissimi rioni, primo esempio di bio architettura risiede nella tipologia delle costruzioni. Sono infatti addossati alla Gravina di Matera, e siti in una profondissima gola che divide il territorio perfettamente in due parti. Invidiabile posizione che permise in realtà all’antico borgo di passare inosservato per lungo tempo, superando indenne molte tragiche vicissitudini storiche che causarono fortissimi danni ad altre cittadine. Unico limite di questa strategica posizione era il terreno sul quale le case si erano posate. Un enorme banco calcarenitico a circa 150 mt dal livello del torrente. E’ facile immaginare dunque che il primo pensiero degli abitanti fu quello dell’approvvigionamento d’acque. Ecco i numerosi scavi per ricavare cisterne e palombari. Diverse ed ingegnose furono le tipologie di cisterne, fra le quali ricorderemo la cisterna a tetto, quella a campana, che consentiva l’arrivo dell’acqua fin dentro le abitazioni. D’interesse i palombari, pozzi comuni a più abitazioni. Uno di questi pozzi comuni ancora presente oggi giorno, sosta sotto la grande piazza di Vittorio Veneto, ed è detto il Palombaro Lungo. Profondo 15 mt, e lungo oltre 50, funzionante seppur non più efficiente come un tempo.
Claudia Zedda
Immagine di pingendiartifex
Conosciuto come presepe napoletano o come ‘o presebbio, è una delle espressioni artistiche meglio note in tutto il mondo della bella Napoli. E’ sì pregno di simbologia cristiana, ma dobbiamo certo ricordare che è tradizione che venga allestito ogni Dicembre anche da quelle famiglie che sono poco osservanti o che addirittura si dichiarano laiche, a testimoniare il fatto che il Presebbio si riconnette in Napoli, alla religiosità si, ma soprattutto ad una antichissima tradizione. Il nome ha origine romano, ed è degradazione del termine latino praesepium che significava nello specifico mangiatoia. E inizialmente infatti la scena si svolgeva intorno ad una mangiatoia, accanto alla quale la sacra famiglia veniva rappresentata. La prima attestazione del caratteristico presepio partenopeo risale al 1025, e sappiamo che si atteneva semplicemente alla ricostruzione della famosissima scena della natività. Sarà nel seicento che ‘o presebbio si andrà implementando e arricchendo. Compariranno allora scene di vita reale; venditori di frutta o di carne intenti nel proprio lavorare, popolane, pastori, pecore. L’innovazione fu ben’accetta, tanto da influenzare la realtà italiana tutta. La costruzione del presepe prende avvio tradizionalmente l’otto di Dicembre e la creazione si deve concludere prima del 24 di Dicembre. Immancabile sarà una passeggiata presso San Gregorio Armeno, via tradizionalmente occupata da quegli eccellenti artigiani che dedicano la propria arte alla costruzione di quell’opera d’arte, ovunque riconosciuta, che è ‘o Presebbio.
Immagine di krisdecurtis
Claudia Zedda
Claudia Zedda





















